ULTRADISTRICT LIVING LAB | Al via i workshop di Show[room] 2020

Con Show[room] 2020 abbiamo dato il via alle attività di co-creazione del Living Lab Ultradistrict.

L’iniziativa Show[room]2020, nata nell’ambito della Sezione Design del BAROLO FASHION SHOW, concentra la propria attenzione sulle opportunità di sviluppo sostenibile della filiera della moda e vede il coinvolgimento di una quarantina di partecipanti tra esponenti delle organizzazioni della moda, stilisti e start up provenienti da diverse regioni d’Italia.

I partecipanti sono coinvolti, dalla nostra business unit Ultraspazio Design, in attività di co-progettazione di un innovativo spazio di lavoro, di esposizione e di vendita condivisi, partendo dallo studio dei primi esempi di condivisione di spazi per la creatività per arrivare a proposte di luoghi di lavoro flessibili, adattabili e “su misura” interpretati secondo principi di design biofilico.

Un coworking sulla moda inserito nella rete di Ultraspazio

I workshop, organizzati da Ultraspazio Coworking e Magma Marketing Fashion Brains, condurranno alla definizione di un format di coworking verticale sulla moda e il design su cui si innesteranno soluzioni di arredo e complementi di arredo selezionati attraverso uno specifico contest.

Le proposte individuate saranno applicate e testate grazie al Living Lab Ulltradistrict su uno dei nodi nevralgici della rete diffusa di spazi di lavoro condivisi ideato e promosso da Ultraspazio coworking con l’intento di verificare le loro performance rispetto a KPI ambientali, tecnici ed economici.

Ultra APP e la gestione delle sedi del coworking diffuso - Maggio 2020
La filiera della moda sostenibile di Show[room]2020: un progetto per l’ambiente.

Quali azioni occorre mettere in campo affinchè i nostri progetti di abiti, oggetti, case e città possano nascere, crescere ed essere vissuti secondo logiche evolutive naturali?

Neri Oxman nell’episodio “Bioarchitettura” della serie di Netflix Abstract: The Art of Design ci ricorda che “nella natura non c’è separazione tra design, ingegneria e produzione”. Con i workshop affronteremo e ragioneremo su questa verità provando ad immaginare scenari in cui il processo di creazione, realizzazione e vendita di un prodotto (nello specifico prodotti di moda e interior design) sia sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Tale processo si riverbera sulla creazione di luoghi, salutari, sicuri e di contrasto all’inquinamento grazie a diverse soluzioni come le vernici “mangia smog”, filtri verdi bio tecnologici, produzione di energia da fonti rinnovabili, utilizzo di materiali riciclabili e di lunga durata.

Un concetto di habitat finalizzato alla conversione di edifici ad uso ufficio in chiave innovativa e sostenibile, anche nel rispetto delle nuove normative imposte da Covid19, che metteremo alla prova con i test e le sperimentazioni del Living Lab Ultradistrict.

CONTATTO
  • Via Spalato 68, 10141 Torino
  • +39 0113331700
  • ultraspazio@ultraspazio.com
ORARIO TORINO

Coworker e Ospiti

Lun-Ven 8.00-20.00
Sab (su richiesta) 9.00-13.00

Visitatori

Lun-Ven 10.00-19.00
(o su appuntamento)

NEWSLETTER

SHOW[room] – Ciclo di Fashion Focus Group | Workshop

Unconventional space for fashion and interior designers.
A partire da quest’anno il Barolo Fashion Show apre le porte al Design: l’edizione 2020 del festival ospiterà infatti un evento dedicato all’interior design e alla progettazione degli spazi di lavoro, organizzato e promosso da ULTRASPAZIO e MAGMA Marketing Fashion Brains.

L’esperienza di dare vita al progetto SHOW[ROOM]2020, uno spazio di lavoro, di esposizione e vendita condiviso rivolto ai fashion e interior designers, è prevista attraverso una serie di workshop e un contest, inseriti nel programma del Living Lab Ultradistrict curati dall’architetto Ezio Gaude con la collaborazione di ULTRASPAZIO Design, la business unit dedicata al Design all’interno di ULTRASPAZIO Coworking e dall’agenzia Magma Marketing – Fashion Brains.

Gli appuntamenti rappresentano un percorso di avvicinamento alla quinta edizione del Barolo Fashion Show, dedicata alla sostenibilità ambientale e alla moda consapevole.I workshop saranno organizzati in tre moduli: i primi due moduli, dedicati allo stato dell’arte e alla co-progettazione, saranno guidati dall’architetto Ezio Gaude e Ultraspazio Design.

Nel corso del workshop verranno presentati casi studio, che saranno discussi collegialmente per tastare le aspettative dei designer e per sviluppare le possibili azioni. Il Terzo modulo sarà orientali alle analisi marketing del contesto, della concorrenza e del posizionamento di mercato a cura di Magma Marketing.

Saranno portati all’attenzione dei designer partecipanti alcuni esempi significativi di spazi di lavoro, utili per raccogliere suggestioni che saranno sviluppate nella successiva fase di progettazione.
Il tema del lavoro in uno spazio condiviso sarà analizzato attraverso la raccolta delle esigenze dei designer nel lavoro quotidiano: si verificherà quindi la necessità di inserire nel progetto SHOW[ROOM]2020 spazi di lavorazione, aree dedicate a shooting fotografici e presentazioni, sale riunioni per accogliere i clienti o partner e spazi vendita ed espositivi sia B2C sia B2B.

Nella fase di co-progettazione i designer saranno guidati da tre diverse suggestioni:
1) Styling the Place: Tema “The look of the place”, ossia l’aspetto dello spazio condiviso;
2) Make up The Air: Tema “The air we breathe”, l’attenzione alla qualità dell’aria;
3) Dressing up the Space: Tema “The materials around us”, uno studio sui materiali utilizzati nella costruzione e nell’arredamento dello spazio con particolare attenzione ai materiali green e sostenibili.

Lo sviluppo del coworking diffuso durante la pandemia Covid-19

Dall’inizio della pandemia Covid-19 abbiamo attivato e promosso iniziative per adattare gli spazi di coworking della rete di Ultraspazio alle nuove norme introdotte dalle varie ordinanze ministeriali e protocolli di intesa tra associazioni di categoria. Parallelamente abbiamo ulteriormente sviluppato il nostro modello di coworking diffuso nell’ambito di Ultradistrict Living Lab che prevede che la città sia caratterizzata da nodi nevralgici in cui sono collocati “centri di innovazione multifunzionali” tra loro interconnessi, al servizio di imprese, liberi professionisti e free lance e aperti al quartiere che li ospita e ai suoi cittadini.

 

Il Protocollo di Sicurezza anticontagio Covid-19

Una delle aree relax di Ultraspazio Coworking in Via Spalato 68 a Torino

Il primo passo della nostra business unit ULTRASPAZIO DESIGN è stato la stesura del “Protocollo di Sicurezza anticontagio Covid-19” che è stato adottato all’interno della nostra sede centrale di Via Spalato 68 e contestualmente condiviso con i partner delle sedi della rete del coworking diffuso.

L’obiettivo del Protocollo è garantire ai workers condizioni di accesso e utilizzo degli spazi del coworking secondo elevati standard di sicurezza. Entrare all’interno di Ultraspazio deve significare “sentirsi al sicuro, protetti e al tempo stesso liberi di esercitare al meglio le proprie attività” e questo vale per tutte le nostre sedi.

Attività di sanificazione dei locali del coworking Ultraspazio – Maggio 2020

L’accesso in Ultraspazio è regolato secondo la seguente procedura:

  • Igienizzazione delle mani a mezzo di gel
  • Misurazione della temperatura corporea
  • Compilazione registro presenze
  • Fornitura eventuale di DPI qualora l’utente ne fosse sprovvisto

All’interno delle aree comuni abbiamo provveduto a collocare cartellonistica informativa sulle precauzioni adottate e da adottare all’interno dei locali e dispenser di gel igienizzante. I percorsi di ingresso ed uscita differenziati per i workers e i percorsi dedicati esclusivamente ai corrieri sono appositamente segnalati.

 

I luoghi di lavori e la convivenza con il Covid-19

In continuità con i processi di co-creazione individuati con il Living Lab Ultradistrict abbiamo pensato inoltre di creare ULTRAHABITAT, una piattaforma per il cambiamento dei luoghi di lavoro (coworking) e del contesto in cui sono inseriti (quartiere) coinvolgendo workers, partners e fornitori specializzati in architettura, comunicazione, marketing e digitalizzazione dei servizi al fine di offrire un ampio ventaglio di servizi per:

  • adeguare i luoghi di lavoro sulla base delle mutate condizioni di utilizzo e fruizione degli stessi;
  • redazione di Protocolli di Sicurezza e aggiornamento di DUVRI
  • migliorare le prestazioni energetiche di edifici
  • servizi extra di pulizia dei locali ad uso esclusivo

Un altro aspetto che riteniamo molto importante è la flessibilità che in Ultraspazio si traduce nella possibilità di utilizzare le sale riunioni della rete di Ultraspazio, quali uffici temporanei, in modo da dislocare i componenti del proprio team in diversi locali senza necessariamente ricorrere allo smart working. Riteniamo che questa opzione sia essere utile in tutte quelle situazioni in cui la presenza fisica è importante per lo sviluppo di una determinata attività.

Ultraspazio San Salvario. il modello del coworking diffuso incontra Sala Tabacchi di Studioat

Il paradigma uomo-natura pare in via di radicale cambiamento: oggi al centro della nostra attenzione non c’è prevalentemente l’uomo ma innanzitutto il pianeta. Soprattutto in termini di gestione delle conseguenze delle nostre abitudini di vita.

Ricerca e Sviluppo: la leva per il business

In questi due mesi di lockdown non ci siamo però solo concentrati sullo spazio fisico del coworking. Il nostro tempo e le nostre energie le abbiamo anche dedicate, sulla base del “Piano Industriale 2020-2023” di Ultraspazio, allo sviluppo e consolidamento di iniziative di Ricerca e Sviluppo aperte ai protagonisti del coworking riguardanti:

ULTRA Des(AI)gn – Sviluppo di applicazione di Intelligenza Artificiale legata al mondo del design per la creazione di modelli 2 e 3d di Interior Design.

DESIGN WORKSHOP – Sono stati definiti workshops sul tema dello Smart Working rivolti ad aziende e start up con l’obiettivo di offrire consulenze in ambito B2B alla community del coworking e non solo.

BFS design – Organizzazione e promozione, in collaborazione con Magma Marketing Fashion Brains, della sezione Design all’interno della V Edizione del Barolo Fashion Show. Il lavoro è indirizzato alla ricerca e selezione di arredi sostenibili e alla definizione di un innovativo concept per spazio di coworking verticale sul fashion

ULTRASENSES – partecipazione allo sviluppo del progetto di ricerca Reloading Torino e creazione di un think tank di riferimento per i temi legati allo sviluppo urbano e l’innovazione tecnologica.

Show[room] – locandina dei workshop di [BFS]design organizzati e promossi da Ultraspazio e Magma Marketing Fashion Brains

Il valore dello spazio condiviso

Si tratta di un articolato programma di iniziative che coinvolgono e coinvolgeranno la community di Ultraspazio in attività di co-progettazione, esplorazione, sperimentazione e comunicazione di progetti innovativi, ambiziosi e soprattutto condivisi. Siamo consapevoli della eccezionalità del momento che stiamo attraversando e crediamo che, proprio ora, pur con le limitazioni introdotte, sia fondamentale immaginare e proporre scenari di business a noi prossimi, che prevedano un graduale riavvicinamento fisico e sociale ponendo sempre in primo piano la salute, la produttività, le esigenze e le aspettative delle persone.

ULTRADISTRICT LIVING LAB – L’infrastruttura di comunità per lo sviluppo del coworking diffuso

Il valore dello spazio condiviso, in passato identificato principalmente dalle connessioni globali e dal network delle aziende ivi presenti, è ora dato anche dalla “infrastruttura di comunità”, quale quella espressa dal Living Lab Ultradistrict, e dalla sua capacità di essere anche attrattore e portatore di interessi (culturali, scientifici, professionali, industriali,…) di prossimità e di essere strategicamente baricentrico rispetto alla comunità dei workers e del quartiere

di Ezio Gaude

CEO ULTRASPAZIO

Protocollo di Sicurezza
anticontagio Covid-19

Il primo passo di ULTRASPAZIO DESIGN è stato la stesura del “Protocollo di Sicurezza anticontagio Covid-19”

coworking diffuso

Un nuovo modello di coworking diffuso

Un paio di settimane fa ho avuto l’opportunità di confrontarmi con Maria Chiara Voci in occasione di un’intervista per il Sole 24 Ore pubblicata lo scorso 3 aprile (QUI il link).

Il tema: il post emergenza Covid-19 e il futuro del coworking.

Nell’intervista esponenti più che noti del panorama dei coworking in Italia e non solo, come Davide Dattoli di Talent Garden e Pietro Martani di Copernico,  hanno indirizzato l’attenzione verso il tema della dematerializzazione dell’ufficio fisico e della probabilità che la crisi economica spingerà più aziende a considerare l’ipotesi di collocare i propri uffici in spazi flessibili.

Ritengo utile approfondire il nostro punto di vista in ULTRASPAZIO espresso nell’articolo, in considerazione all’approccio innovativo e al tempo stesso riflessivo tenuto in questi anni, sul tema dell’evoluzione del lavoro e della società.

Una delle aree relax di Ultraspazio Coworking in Via Spalato 68 a Torino

Lo smart working per tutti

In Ultraspazio abbiamo iniziato ad approfondire lo smart working in tempi non caratterizzati dall’emergenza in corso attraverso il progetto ULTRADISTRICT Living Lab: è sorprendente quanto gli accadimenti degli ultimi mesi stiano, a nostro parere, accelerando un fenomeno di frammentazione dello spazio fisico dedicato al lavoro che era già in atto.

Il progetto Ultradistrict LL si colloca in continuità con le iniziative di “open innovation” attivate nei mesi precedenti e riteniamo possa essere lo strumento ideale per sviluppare un modello di coworking diffuso e per gestire quel processo di dematerializzazione dello spazio fisico degli uffici a cui assistiamo oggi, monitorando gli effetti sugli investimenti, sulla gestione degli edifici, sugli utenti e sull’ambiente.

Le postazioni Ultraspazio Golden Coworking all’interno dell’hotel Golden Palace di Torino

Un nuovo paradigma

Le tecnologie digitali di cui disponiamo ci consentono inoltre di immaginare che la postazione di lavoro possa essere mobile e funzionale agli impegni lavorativi e al contempo alle incombenze della propria vita privata: l’esperienza forzata di smart working di questo periodo ha fatto comprendere il valore del tempo, degli affetti e della natura, oltre ad aver ridotto sensibilmente gli spostamenti e quindi l’inquinamento.

I riscontri sono molteplici: l’acqua limpida del Po e dei canali di Venezia oppure le migliaia di tartarughe Olive Ridley che sono tornate a nidificare nella spiaggia Rushikulya Beach di Odisha.

tartarughe Rushikulya Beach

Il paradigma uomo-natura pare in via di radicale cambiamento: oggi al centro della nostra attenzione non c’è prevalentemente l’uomo ma innanzitutto il pianeta. Soprattutto in termini di gestione delle conseguenze delle nostre abitudini di vita.

Il lavoro agile a Torino e la cura del proprio tempo

Abbiamo assistito nell’ultimo decennio a un profondo cambiamento del mondo del lavoro, con un’apertura a modelli di sviluppo orientati alla condivisione di servizi e al lavoro diffuso, processi che hanno definito il concetto di “lavoro agile”, una formula win-win per lavoratori, business e ambiente.

Per lo sviluppo di questa modalità, i coworking hanno dimostrato di svolgere un ruolo fondamentale. Ne è testimonianza proprio il percorso affrontato dal nostro coworking che in pochi anni è diventato nel quartiere San Paolo a Torino, un punto di riferimento per aziende, start-up e professionisti impegnati in attività di ricerca, innovazione e sostenibilità.

Ma non solo i coworking possono essere il supporto per il lavoro agile.

In questi giorni con l’emergenza Covid-19 ci siamo resi conto come la casa sia il nostro primo ufficio. In prospettiva, quando le condizioni sanitarie lo consentiranno, lo saranno, gradualmente, anche quei luoghi vacanti o sottoutilizzati presenti nelle nostre città.

Ultraspazio in San Salvario: la meeting & conference room Sala Tabacchi realizzata da Studio Ata

Con il ritorno alla normalità, è probabile che vorremo che fosse più sostenibile di quella che ci siamo lasciati alle spalle ed è per questo che supportiamo progetti e iniziative innovative e creative per reinterpretare il lay out fisico dello smart working in tutte le sue possibili declinazioni.

Il nostro obiettivo è consentire e trovare soluzioni sostenibili per il lavoro in casa o in altri luoghi prossimi ad essa o che quotidianamente frequentiamo per ridurre o quantomeno contenere gli spostamenti.

Il vantaggio? Risparmiare tempo con tutti i benefici che conseguono.

ultrapp
L’applicazione Ultra App che permette di prenotare in maniera autonoma postazioni e sale riunioni della rete di Ultraspazio a Torino

Proprio per questo crediamo ancora di più che ULTRADISTRICT Living Lab, un coworking diffuso, innovativo e sostenibile, sia l’avamposto scientifico e culturale adeguato per affrontare consapevolmente le sfide del futuro e che mettiamo a disposizione della comunità e di coloro che hanno a cuore le sorti del pianeta.

Il nostro strumento per liberarci da superflui spostamenti, garantire relazioni sociali e contrastare l’inquinamento.

 

di Ezio Gaude

CEO ULTRASPAZIO

Questo articolo è stato pubblicato su LinkedIn da Ezio Gaude a seguito dell’intervista realizzata da Maria Chiara Voci per Il Sole 24 ore. 

Il testo completo dell’intervista si può leggere qui:

https://www.ilsole24ore.com/art/la-casa-mette-crisi-coworking-spazi-e-servizi-ripensare-ADF3YgH?fbclid=IwAR2lzCzQDo0YxOibkpCJmEloEV6LaO6vyLLK1L6XswM2ElQSyDw1ZGl_NpQ

ULTRASPAZIO COWORKING

Chiusura ULTRASPAZIO in base al Decreto 21 marzo 2020 della Regione Piemonte

In ottemperanza al Decreto n. 34 del 21 marzo 2020 della Regione Piemonte vi informiamo che Ultraspazio sarà chiuso dal 23 Marzo 2020 al 3 Aprile 2020 .

I servizi di base verranno in ogni caso garantiti e pertanto i locali continueranno a essere presidiati e a essere dotati di tutte le utenze necessarie per il loro funzionamento. È sospeso il servizio di consegna e ritiro pacchi.

Al fine di consentire lo svolgimento da parte dei coworkers del lavoro cosidetto “agile”, vi chiediamo di inviare a mezzo mail a ultraspazio@ultraspazio.com con 24 ore di anticipo, apposite richieste per:

– accedere ai locali del coworking per eventuale ritiro di documenti o beni personali;

– richiedere stampa di documenti in formato A4 e A3;

 

Parte dello staff di Ultraspazio lavora già da giorni in smartworking: per ogni necessità, vi invitiamo a contattarci preferibilmente via mail.

Augurandoci che l’emergenza che stiamo vivendo possa rapidamente terminare, restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta.

Il team di Ultraspazio

 

 

 

Quando il lavoro diventa fragile un approccio mentale agile è fondamentale

#iorestoacasa implica lavorare a casa fra le cose, i suoni e le sollecitazioni più inattese. In una casa a etnia variabile dove soggiorno e con un tasso creativo scoppiettante (si passa da deliri musical-trap a estemporanee ma costanti performance di street art casalinga) trovare lo spazio fisico e mentale per concentrare le proprie energie sul lavoro non è semplice.
 
Nottetempo ho però elaborato una strategia frutto anche di passate esperienze e riflessioni sullo Smart working.
Primo passo: timidamente farsi spazio, provare a ritagliarsi un angolino in qualche camera. Il possesso di un pc portatile è fondamentale!
Secondo: accettare e non opporsi alle condizioni dell’ambiente domestico e interagire con esse.
Terzo: individuare lo sfondo che più ti rappresenta nella casa per mettere in scena le tue video call con il migliore segnale wifi.
Dopo questi tre passi sei pronto, puoi lavorare!
 
E qui viene il bello, trovare la concentrazione e tenerla con se per il resto della giornata. Personalmente, abituato a muovermi in Ultraspazio come un animale errante, mi rendo conto di trovarmi a mio agio e la promiscuità e i continui cambi di postazione all’interno della casa non causano particolari disagi.
In mio soccorso viene sopratutto una tecnica sviluppata fin dai tempi dell’università: collocare in tre stanze immaginarie i progetti da smarcare e gli obiettivi della giornata: cosa devo fare, fare e consegnare/comunicare il lavoro fatto.
“Il primo passo consisteva nell’imprimere nella memoria una serie di luoghi” come suggerito da Francis A. Yates [L’arte della memoria] e quindi, nella prima stanza c’è la “biblioteca” dove raccolgo le idee e tutto il materiale utile per sviluppare il lavoro che devo portare a termine nel corso della giornata: solitamente la permanenza in questa stanza è più lunga al mattino, ma non disdegno di farci un salto nel resto del giorno.
La seconda stanza è il mio “laboratorio”, il luogo in cui creo materialmente tutto ciò di cui ho bisogno per portare a termine i compiti che mi sono dato.
L’ultima stanza, infine, è la stanza delle “spedizioni” e delle consegne: affido il lavoro svolto ai corrieri di cui mi sono dotato (mail, telefono e, specialmente in questi giorni videocall) e mi preparo per una nuova giornata di lavoro.
 
Così la giornata è mentalmente pianificata! Non resta che iniziare ricordandosi che essere ispirati da questi luoghi immaginari, custodi del processo creativo e produttivo, aiuta a non perdere di vista gli obiettivi del proprio lavoro e a tenere alta la concentrazione pur condividendo spazi, umori e rumori apparentemente inconciliabili. #iorestoacasaconprofitto
 
di Ezio Gaude

Nothing spreads like fear: la paura come opportunità di riflessione

Nei miei 52 anni di vita non ho memoria di un evento così globale e devastante che abbia colpito oltre agli esseri umani, così tanto anche l’economia e i nostri stili di vita. 

Ho recentemente rivisto Contagion il film del 2011 diretto da Steven Soderbergh, che circa 7 anni dopo la SARS e in anticipo di un anno rispetto alla MERS, racconta il diffondersi di una devastante pandemia partita proprio dalla Cina. Inutile dire che il payoff della pellicola restituisce perfettamente un tema decisamente attuale in questo momento: Nothing spreads like fear – Nulla si diffonde come la paura.
 
Affrontare le strade di Torino in questi giorni è come vivere un agosto anticipato, un clima surreale di attesa e allo stesso tempo di incredulità. Non riusciamo, infatti, a spiegarci come noi che da sempre ci consideriamo quasi immortali e incontrastati padroni del mondo, ci troviamo invece impotenti di fronte a una minaccia che neppure possiamo individuare ad occhio nudo.
 
Questo difficile momento mi ha fatto riflettere non solo su quanto siamo piccoli e fragili ma anche di come sia sufficiente un piccolo elemento fuori posto per destabilizzarci e far cadere tutto quanto abbiamo sempre considerato scontato. Quindi credo che questo sia un buon momento per riconsiderare il nostro posto nel mondo che ci sta attorno, per pensare a quanto sia importante il rapporto con l’ecosistema che tanto stiamo stravolgendo senza alcuna remora e ripensare pure il nostro rapporto con gli altri, ora che per qualche tempo dovremo fare i conti solo con noi stessi vivendo in questo periodo di forzato isolamento. 
 
di Carlo Cattero
Co-founder ULTRASPAZIO

Lo sviluppo del coworking diffuso durante la pandemia Covid-19

Tutela Inail e responsabilità del datore di lavoro per infezione da Covid19

 

Con il presente contributo intendiamo fornire un quadro sintetico della disciplina che regola la responsabilità civile e penale del datore di lavoro per contagio da Covid19 del dipendente.

La normativa di riferimento va individuata innanzitutto nell’art. 42 del Decreto Legislativo n. 18/202 e nella circolare Inail 22/2020 che definisce un quadro applicativo più chiaro del decreto legislativo stesso.

Va comunque precisato fin da subito che le circolari diramate dall’Inail non costituiscono testi aventi forza di legge e che quindi, nel caso specifico, pur provando a delimitare gli spazi di responsabilità del datore di lavoro, non vincolano il Giudice, il quale potrebbe disattenderle in sede processuale.

Il primo passo della nostra business unit ULTRASPAZIO DESIGN è stato la stesura del “Protocollo di Sicurezza anticontagio Covid-19” che è stato adottato all’interno della nostra sede centrale di Via Spalato 68 e contestualmente condiviso con i partner delle sedi della rete del coworking diffuso.

L’obiettivo del Protocollo è garantire ai workers condizioni di accesso e utilizzo degli spazi del coworking secondo elevati standard di sicurezza. Entrare all’interno di Ultraspazio deve significare “sentirsi al sicuro, protetti e al tempo stesso liberi di esercitare al meglio le proprie attività” e questo vale per tutte le nostre sedi.

Attività di sanificazione dei locali del coworking Ultraspazio – Maggio 2020

L’accesso in Ultraspazio è regolato secondo la seguente procedura:

  • Igienizzazione delle mani a mezzo di gel
  • Misurazione della temperatura corporea
  • Compilazione registro presenze
  • Fornitura eventuale di DPI qualora l’utente ne fosse sprovvisto

All’interno delle aree comuni abbiamo provveduto a collocare cartellonistica informativa sulle precauzioni adottate e da adottare all’interno dei locali e dispenser di gel igienizzante. I percorsi di ingresso ed uscita differenziati per i workers e i percorsi dedicati esclusivamente ai corrieri sono appositamente segnalati.

 

I luoghi di lavori e la convivenza con il Covid-19

In continuità con i processi di co-creazione individuati con il Living Lab Ultradistrict abbiamo pensato inoltre di creare ULTRAHABITAT, una piattaforma per il cambiamento dei luoghi di lavoro (coworking) e del contesto in cui sono inseriti (quartiere) coinvolgendo workers, partners e fornitori specializzati in architettura, comunicazione, marketing e digitalizzazione dei servizi al fine di offrire un ampio ventaglio di servizi per:

  • adeguare i luoghi di lavoro sulla base delle mutate condizioni di utilizzo e fruizione degli stessi;
  • redazione di Protocolli di Sicurezza e aggiornamento di DUVRI
  • migliorare le prestazioni energetiche di edifici
  • servizi extra di pulizia dei locali ad uso esclusivo

Un altro aspetto che riteniamo molto importante è la flessibilità che in Ultraspazio si traduce nella possibilità di utilizzare le sale riunioni della rete di Ultraspazio, quali uffici temporanei, in modo da dislocare i componenti del proprio team in diversi locali senza necessariamente ricorrere allo smart working. Riteniamo che questa opzione sia essere utile in tutte quelle situazioni in cui la presenza fisica è importante per lo sviluppo di una determinata attività.

Ultraspazio San Salvario. il modello del coworking diffuso incontra Sala Tabacchi di Studioat

Il paradigma uomo-natura pare in via di radicale cambiamento: oggi al centro della nostra attenzione non c’è prevalentemente l’uomo ma innanzitutto il pianeta. Soprattutto in termini di gestione delle conseguenze delle nostre abitudini di vita.

Ricerca e Sviluppo: la leva per il business

In questi due mesi di lockdown non ci siamo però solo concentrati sullo spazio fisico del coworking. Il nostro tempo e le nostre energie le abbiamo anche dedicate, sulla base del “Piano Industriale 2020-2023” di Ultraspazio, allo sviluppo e consolidamento di iniziative di Ricerca e Sviluppo aperte ai protagonisti del coworking riguardanti:

ULTRA Des(AI)gn – Sviluppo di applicazione di Intelligenza Artificiale legata al mondo del design per la creazione di modelli 2 e 3d di Interior Design.

DESIGN WORKSHOP – Sono stati definiti workshops sul tema dello Smart Working rivolti ad aziende e start up con l’obiettivo di offrire consulenze in ambito B2B alla community del coworking e non solo.

BFS design – Organizzazione e promozione, in collaborazione con Magma Marketing Fashion Brains, della sezione Design all’interno della V Edizione del Barolo Fashion Show. Il lavoro è indirizzato alla ricerca e selezione di arredi sostenibili e alla definizione di un innovativo concept per spazio di coworking verticale sul fashion

ULTRASENSES – partecipazione allo sviluppo del progetto di ricerca Reloading Torino e creazione di un think tank di riferimento per i temi legati allo sviluppo urbano e l’innovazione tecnologica.

Show[room] – locandina dei workshop di [BFS]design organizzati e promossi da Ultraspazio e Magma Marketing Fashion Brains

Il valore dello spazio condiviso

Si tratta di un articolato programma di iniziative che coinvolgono e coinvolgeranno la community di Ultraspazio in attività di co-progettazione, esplorazione, sperimentazione e comunicazione di progetti innovativi, ambiziosi e soprattutto condivisi. Siamo consapevoli della eccezionalità del momento che stiamo attraversando e crediamo che, proprio ora, pur con le limitazioni introdotte, sia fondamentale immaginare e proporre scenari di business a noi prossimi, che prevedano un graduale riavvicinamento fisico e sociale ponendo sempre in primo piano la salute, la produttività, le esigenze e le aspettative delle persone.

ULTRADISTRICT LIVING LAB – L’infrastruttura di comunità per lo sviluppo del coworking diffuso

Il valore dello spazio condiviso, in passato identificato principalmente dalle connessioni globali e dal network delle aziende ivi presenti, è ora dato anche dalla “infrastruttura di comunità”, quale quella espressa dal Living Lab Ultradistrict, e dalla sua capacità di essere anche attrattore e portatore di interessi (culturali, scientifici, professionali, industriali,…) di prossimità e di essere strategicamente baricentrico rispetto alla comunità dei workers e del quartiere

di Ezio Gaude

CEO ULTRASPAZIO

CONTATTI

  • Via Spalato 68, 10141 Torino
  • +39 0113331700
  • ultraspazio@ultraspazio.com

ORARIO TORINO

COWORKERS E OSPITI

Lun-Ven 8.00-20.00
Sab (su richiesta) 9.00-13.00

Visitatori

Lun-Ven 10.00-19.00
(o su appuntamento)

Donne e smart working: scelta o necessità? Una riflessione personale

Ho un collega.

Di recente ha deciso di non occupare uno spazio esclusivo nel nostro coworking.
È quello che definirei un “professionista nomade” o – attualizzando il termine – un roaming professional.

È cioè itinerante: si muove in verticale, tra i tre piani dell’edificio che occupiamo, e in orizzontale tra una sala riunioni e l’altra dello stesso piano quando sono libere, in cerca di un posto adatto per appoggiare il suo PC, il suo Ipad e il suo telefono, tutti e tre di marche rigorosamente diverse. Ama le complicazioni, non perché sia masochista, ma perché è nelle complicazioni che scopre variabili interessanti.

Non si sa mai dove trovarlo e forse questo è il suo obiettivo, poiché le idee migliori (tante) gli vengono quando è solo.
Mi diverte andare a scovarlo quando arrivo al mattino per vedere dove e come si è sistemato e ritengo che i suoi itinerari, variando ogni giorno, divertano anche lui e contribuiscano a far viaggiare la sua creatività.

Questo mi ha fatto riflettere sulle potenzialità che genera la libertà di “costruire” a nostra misura il luogo, i tempi e le modalità di lavoro.
Abbiamo un vantaggio sul passato: viviamo in un’epoca che ci consente di avere gli strumenti – le tecnologie – per sviluppare una personale concezione di organizzazione del lavoro.
Condizione che si riverbera anche sul tema del bilanciamento dei tempi di vita.

Io sono donna e più di una volta durante la mia vita professionale mi sono resa conto, sperimentando in prima persona e osservando le mie colleghe, che le donne hanno sempre dovuto fare una scelta severa nei confronti del proprio tempo, imponendosi priorità spesso faticose da rispettare.
Mi riferisco al tempo per il lavoro, e al tempo per la famiglia e per il proprio benessere, facilmente percepiti come in competizione.

Se tutte le donne potessero beneficiare di maggiore libertà nella gestione del proprio lavoro, la contrapposizione sarebbe ancora così sentita?
Un approccio più autonomo al lavoro, pur nel rispetto degli impegni e nella responsabilizzazione sui risultati, potrebbe conciliare le aree che definiscono la “vita”: lavoro, casa/famiglia, comunità, benessere personale e salute?

Contrariamente alle mie aspettative, le analisi del rapporto delle donne con lo smart working indicano una certa resistenza da parte di queste a far propria la gestione del tempo e del luogo di lavoro in funzione di una giornata “su misura”.

Retaggio culturale? Difficoltà a percepire le potenzialità che le tecnologie digitali del “lavoro agile” potrebbero offrire? Pigrizia?
Non credo di averlo capito.

Ritengo però che la giornata lavorativa debba includere tempo per se stessi e per gli altri, e che un lavoro davvero “intelligente” sia quello che permette di liberare, “generare”, tempo. Se lo smart working riuscisse a contribuire all’integrazione tra lavoro e vita rimuovendo i vincoli della postazione fissa, dell’open space o dell’ufficio singolo che mal si sposano con la personalizzazione, la flessibilità e la virtualità, allora forse sarebbe davvero “smart”, non solo perché digitale.

di Elvira Gennarelli
Chief Operating Officer ULTRASPAZIO