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Disegnare il vuoto: a Ultraspazio Club una conferenza sullo spazio che torna a generare vita

Il punto di partenza è una domanda semplice solo in apparenza: che cos’è davvero il vuoto? È soltanto una quantità di metri quadri non occupati, oppure è qualcosa di più profondo: assenza di presenze, di racconto, di attraversamenti, di funzioni, di relazioni?

La conferenza nasce dall’esperienza diretta di Ultraspazio Club all’interno di Palazzo Costa Carrù della Trinità, edificio storico nel cuore di Torino. Un luogo di grande qualità architettonica che, prima della sua riattivazione, portava con sé una contraddizione evidente: la bellezza di un palazzo settecentesco e, insieme, un vuoto profondo, fatto di assenza di uso, di vita quotidiana e di racconto. Come si legge nella presentazione, “un edificio muore quando perde il suo racconto”, quando non viene più attraversato, nominato, desiderato, quando smette di generare relazioni.  

Da questa consapevolezza prende forma il concetto di disegno del vuoto: non un semplice intervento sugli spazi, ma la costruzione delle condizioni perché un luogo torni a funzionare. Disegnare il vuoto significa ridurre l’attrito di accesso, rendere più facile entrare, restare e tornare. Significa lavorare sulla soglia tra edificio e città, tra spazio fisico e uso reale, tra patrimonio esistente e nuove forme di abitabilità.

La conferenza racconterà questo passaggio: dalla riflessione sul vuoto alla definizione di un metodo. In questo percorso si inserisce il Workplace Quality Index – WQI, sistema sviluppato per leggere, valutare e attivare i luoghi di lavoro attraverso 100 indicatori organizzati in cinque categorie: contesto urbano, accessibilità, dotazioni, certificazioni e atmosfera. Ogni indicatore contribuisce alla definizione di un punteggio complessivo, utile per orientare investimenti, priorità di intervento e strategie di valorizzazione.  

Il tema non riguarda quindi soltanto l’architettura degli interni o la gestione di uno spazio di coworking. Riguarda il rapporto tra edificio, quartiere e città. Per questo la conferenza si allargherà al contesto di piazzale Valdo Fusi e di Borgo Nuovo, area in cui la presenza di edifici istituzionali, culturali, formativi e produttivi costituisce una grande opportunità di rigenerazione urbana. In questo scenario, il coworking non è più solo un luogo dove lavorare, ma diventa un nodo di rete, capace di generare presenze quotidiane, relazioni stabili, eventi, servizi di prossimità e nuove connessioni con il territorio.

Uno dei temi centrali sarà il passaggio dal singolo spazio alla rete. Flexplace Alliance, progetto che sarà oggetto di una mostra presso Ultraspazio Club nel mese di giugno nell’ambito del NEB Festival 2026, applica questo modello al quartiere Borgo Nuovo di Torino, costruendo una rete di Flexplace e Points of Interest misurati, connessi e valutati. L’obiettivo è rendere il lavoro flessibile più accessibile, più vicino e più sostenibile, riducendo tempi e costi di spostamento e ampliando le opportunità professionali e relazionali.

La conferenza sarà anche l’occasione per mostrare come dati, sensori, piattaforme digitali e strumenti di valutazione possano contribuire a una nuova cultura del progetto. L’esperienza di Ultrabox, ecosistema di sensori per il monitoraggio del comfort ambientale, e l’adozione di strumenti come LEIB WQI mostrano come la qualità dello spazio possa essere letta, misurata e migliorata nel tempo. Non si tratta di sostituire il progetto con il dato, ma di rendere il dato una parte attiva del progetto: una memoria operativa, capace di orientare decisioni, suggerire interventi e rendere replicabili le esperienze positive.

“Disegnare il vuoto” è dunque una conferenza sull’architettura, ma anche sul modo in cui gli edifici tornano a essere utili alla città. È un racconto che parte da un palazzo storico, attraversa il tema del coworking e arriva a una visione più ampia: quella di una città in cui il patrimonio esistente non viene semplicemente conservato, ma riattivato attraverso usi, servizi, relazioni e strumenti di misura.

In fondo, il vuoto non è solo ciò che manca. È ciò che può ancora accadere.
E disegnarlo significa costruire le condizioni perché torni a generare valore.

📆 14.05
📍 Cult Lab Torino c/o Ultraspazio
Via S. Francesco da Paola, 17, Torino
🕦 19:00-21:00
🥇 Sono stati richiesti 2 CFP al CNAPPC