Dentro Ultraspazio Club, questo format nasce per una ragione semplice: far incontrare creatività, innovazione e progettazione in un posto reale, attraversato ogni giorno da chi lavora, studia, costruisce idee, si confronta. E non è un progetto solo di Ultraspazio. Benvenuto Design prende forma, infatti, grazie alla collaborazione con LAGO, Cogno Arredamenti e Cult Lab, che hanno contribuito a costruire e allestire l’identità del concept store e la sua atmosfera.
Il bello è che qui la parola “design” non è un’etichetta. È una selezione di cose che hanno tutte un tratto comune: artigianalità, sostenibilità, inclusione. Oggetti che non nascono per riempire uno scaffale, ma per raccontare una storia e farti venire voglia di portartela dietro.
Prendi IOSONOMAT, il sodalizio artistico di Mattia Luparia e Fulvio Luparia: padre e figlio, complici veri. Mattia – artista tetraplegico – usa la carrozzina come strumento espressivo; Fulvio, “artigiano del colore”, prepara materiali e superfici, e insieme trasformano gesto e materia in opere potenti, con quella traccia inconfondibile che diventa firma.
Da lì nascono anche collaborazioni speciali: le MAT-BAGS, borse in tiratura limitata realizzate con canvas recuperati e dipinti da Mattia, poi lavorati con cura artigianale. Qui entra in gioco Imperfec-TO / Linea Lookin: il laboratorio che dà forma alle borse e porta l’upcycling fuori dalla teoria, dentro un oggetto che usi davvero.
Poi c’è Between, il sostenitore di matite progettato da Ezio Gaude e Giacomo Pagani. È piccolo, sì, ma ha un superpotere: toglie quel micro-caos quotidiano (“dove l’ho messa?”) e ti lascia la scrivania più chiara, più leggera, più tua. E, tra l’altro, è uno di quegli oggetti che fai vedere a qualcuno e… parte la conversazione.
Se invece vuoi il lato più “tech” (ma sempre umanissimo), guarda Ultrabox, il multisensore ideato dal team Prof. Roberto Pagani, Arch. Corrado Carbonaro, Dott. Giacomo Pagani e Arch. Ezio Gaude. Qui la domanda è attualissima: com’è davvero l’ambiente in cui passiamo ore e ore? Luce, aria, rumore, comfort… non come impressione, ma come dati che aiutano a migliorare la qualità della vita nello spazio. Innovazione sì, ma con un obiettivo chiaro: non stupire. Migliorare.
Benvenuto Design, però, non è solo vetrina: è anche esperienza e “mani in pasta”, come nel mondo di Daniela Savio, ceramista e fondatrice di Argile Sucré. Porcellana, grès, superfici mai uguali, pezzi piccoli e preziosi: quando la vedi lavorare capisci subito che il progetto non è un rendering, è un processo. E quando lo vivi da vicino, ti viene voglia di farne parte.
E qui arriviamo al punto più importante: Ultraspazio non è solo un posto dove lavori. È una fucina di idee in cui l’innovazione incontra il sociale senza forzature. Dove un multisensore può convivere con una storia di inclusione vera. Dove un oggetto minuscolo come Between può aprire discorsi enormi su spazio, attenzione, benessere e futuro del lavoro.
Come anteprima 2026, Benvenuto Design si prepara anche ad allargare ancora il campo: sono previste riproduzioni a tiratura limitata di alcuni progetti dell’architetto Elio Luzi. Un modo bellissimo per far circolare (e sostenere) un patrimonio di architettura e pensiero, portandolo fuori dagli archivi e dentro una relazione viva con la community.

