Nothing spreads like fear: la paura come opportunità di riflessione

Nei miei 52 anni di vita non ho memoria di un evento così globale e devastante che abbia colpito oltre agli esseri umani, così tanto anche l’economia e i nostri stili di vita. 

Ho recentemente rivisto Contagion il film del 2011 diretto da Steven Soderbergh, che circa 7 anni dopo la SARS e in anticipo di un anno rispetto alla MERS, racconta il diffondersi di una devastante pandemia partita proprio dalla Cina. Inutile dire che il payoff della pellicola restituisce perfettamente un tema decisamente attuale in questo momento: Nothing spreads like fear – Nulla si diffonde come la paura.
 
Affrontare le strade di Torino in questi giorni è come vivere un agosto anticipato, un clima surreale di attesa e allo stesso tempo di incredulità. Non riusciamo, infatti, a spiegarci come noi che da sempre ci consideriamo quasi immortali e incontrastati padroni del mondo, ci troviamo invece impotenti di fronte a una minaccia che neppure possiamo individuare ad occhio nudo.
 
Questo difficile momento mi ha fatto riflettere non solo su quanto siamo piccoli e fragili ma anche di come sia sufficiente un piccolo elemento fuori posto per destabilizzarci e far cadere tutto quanto abbiamo sempre considerato scontato. Quindi credo che questo sia un buon momento per riconsiderare il nostro posto nel mondo che ci sta attorno, per pensare a quanto sia importante il rapporto con l’ecosistema che tanto stiamo stravolgendo senza alcuna remora e ripensare pure il nostro rapporto con gli altri, ora che per qualche tempo dovremo fare i conti solo con noi stessi vivendo in questo periodo di forzato isolamento. 
 
di Carlo Cattero
Co-founder ULTRASPAZIO