Mumbai, il laboratorio del flex che cresce a doppia cifra: India Flexible Workspace Summit
Il viaggio comincia in Asia, in uno dei mercati più dinamici al mondo. Il 6 febbraio 2026, al Trident di Nariman Point, si terrà a Mumbai l’India Flexible Workspace Summit, organizzato da FICCI. L’evento nasce con un obiettivo molto chiaro: raccontare come il flexible workspace stia diventando, in India, un settore da diversi miliardi di dollari, capace di trasformare non solo gli uffici delle grandi città ma anche il tessuto delle città emergenti. Il programma punta su alcuni temi chiave: l’adozione del flex da parte delle grandi aziende, l’impatto delle tecnologie sulle modalità di prenotazione e gestione di spazi distribuiti, la crescita dei coworking in città di seconda e terza fascia. Il contesto indiano, con il suo mix di colossi IT, startup, nuove middle class urbane e grandi trasformazioni immobiliari, rende la conversazione particolarmente interessante anche per chi osserva da lontano e prova a immaginare come il lavoro flessibile possa ridisegnare distretti, quartieri, intere aree metropolitane. Mumbai, in questo senso, è una finestra aperta su un futuro del coworking che ragiona per scala, reti di città, partnership tra operatori e sviluppatori.
Londra, dove il workspace diventa scena: Workspace Design Show
A fine febbraio Londra ospita il Workspace Design Show, al Business Design Centre, uno dei luoghi simbolo della progettazione d’interni per uffici e spazi condivisi. L’edizione 2026 si terrà il 25 e 26 febbraio e ha un titolo che è già un programma: “Connected Realities”, un invito a guardare agli spazi di lavoro come luoghi in cui il fisico e il digitale non sono più mondi separati, ma si intrecciano in un’unica esperienza. Nei corridoi del salone si incontrano produttori di arredi, progettisti, aziende tech, brand di illuminazione, soluzioni acustiche, phone booth, materiali sostenibili. È il tipo di evento in cui puoi passare dalla seduta ergonomica di ultima generazione alla cabina insonorizzata, dalla superficie fonoassorbente alle piattaforme che leggono in tempo reale come viene usato uno spazio. Sullo sfondo, un programma di talk e premi che sta diventando una specie di “osservatorio europeo” su come stanno cambiando gli ambienti di lavoro. Se vi interessa capire come si stanno ridisegnando postazioni, aree lounge, sale riunioni e zone ibride lavoro/evento, Londra a febbraio sarà un buon posto dove guardare.
L’Aia, la cabina di regia del facility europeo: World Workplace Europe
Poche settimane dopo, l’11 e il 12 marzo, il baricentro si sposta nei Paesi Bassi. All’interno del Fokker Terminal dell’Aia andrà in scena World Workplace Europe, l’appuntamento europeo di IFMA dedicato a chi gestisce spazi di lavoro, edifici complessi, campus, sedi aziendali. Qui la conversazione non ruota solo attorno alle scrivanie, ma soprattutto intorno a tutto ciò che sta dietro: energie, manutenzioni, modelli organizzativi, indicatori ambientali, strategie di sostenibilità e inclusione nei luoghi di lavoro. Negli ultimi anni il tema del lavoro ibrido, del flex e della trasformazione degli uffici è entrato stabilmente nel programma, affiancando l’attenzione tradizionale al facility management. Si parla di come le aziende europee ripensano la propria presenza fisica, di quale ruolo possano giocare gli spazi condivisi e di come misurare in modo serio comfort, impatto ambientale, qualità dell’esperienza. L’impressione è quella di entrare nella cabina di regia di chi, ogni giorno, tiene accesi e vivi gli edifici dove lavorano migliaia di persone.
New York, il “grande raduno” del coworking: GCUC North America
Ad aprile il viaggio ideale fa un salto oltre oceano. Dal 13 al 15 aprile New York ospiterà la cinquantesima edizione della GCUC, la Global Coworking Unconference Conference, che di fatto è il grande raduno mondiale del settore. La GCUC nasce come conferenza, ma ha sempre avuto un’anima da “unconference”: oltre ai keynote e ai panel con operatori internazionali, investitori e osservatori, una parte del programma è costruita direttamente dai partecipanti, che portano problemi, casi studio, esperimenti. Ci si incontra per parlare di modelli di business, community, tecnologia, ma anche di solitudine dei lavoratori da remoto, ospitalità, nuovi format ibridi tra coworking, hotel, bar e spazi culturali. New York, con la sua densità di spazi condivisi e progetti di rigenerazione, fa da cassa di risonanza perfetta: la città stessa diventa un’estensione della conferenza, tra visite a spazi, incontri informali, storie di quartieri in trasformazione.
Un 2026 da leggere sulle mappe
Se mettete su una cartina Londra, L’Aia, New York e Mumbai, viene fuori una specie di “orbita” del coworking globale: il design dei luoghi, la gestione quotidiana degli spazi, la community e i modelli di business, la crescita nei mercati emergenti. Ultranews continuerà a tenere d’occhio questi e altri appuntamenti. Se pensate di partecipare a qualcuno di questi eventi, raccontatecelo: potrebbe nascere un piccolo diario collettivo 2026 del lavoro flessibile visto dalla community di Ultraspazio.

