È qui che entra in gioco Ultraspazio APP. Non come semplice applicazione per prenotare una postazione, ma come strumento digitale capace di rendere praticabile il modello di Ultraspazio: lavorare dove, quando e come vuoi, dentro una rete di Flexplace, Host, Ospiti e luoghi di prossimità. L’APP diventa così la porta di accesso a un ecosistema distribuito, dove lo spazio di lavoro non è più un punto fisso, ma una rete di possibilità.
Il punto di partenza è semplice: il lavoro ibrido ha trasformato l’ufficio da luogo statico a esperienza dinamica. Non si sceglie più solo “dove andare a lavorare”, ma quale ambiente è più adatto a una certa giornata, a una riunione, a un momento di concentrazione, a un incontro con clienti o collaboratori. Ultraspazio APP nasce proprio per accompagnare questa scelta, mettendo nelle mani dell’utente una rete di spazi accessibili, prenotabili e riconoscibili.
La nuova APP è organizzata per rendere l’esperienza semplice e immediata. Dalla Home si accede alle notizie in primo piano, alle proprie prenotazioni, agli eventi in programma e alla chat con Dorota, il chatbot AI pensato per fornire informazioni sui servizi della piattaforma. Con Esplora, invece, l’utente può cercare un Flexplace tramite mappa, elenco o compilando i campi “Dove, Quando, Quanti”. Una volta individuato lo spazio, la prenotazione avviene con pochi passaggi e il pagamento viene gestito direttamente dalla piattaforma.
La vera novità, però, è che la scelta dello spazio non avviene più soltanto sulla base della posizione o della disponibilità. Ogni Flexplace può raccontare la propria qualità. E questo è un passaggio decisivo, perché rende visibile il cuore del modello Ultraspazio: non basta aprire uno spazio, bisogna leggerlo, valutarlo, misurarlo e migliorarlo.
Per questo Ultraspazio adotta LEIB– Workplace Quality Index, una tecnologia pensata per misurare la qualità dei Flexplace attraverso un sistema strutturato di indicatori. LEIB WQI consente di valutare ogni luogo di lavoro non solo come superficie disponibile, ma come ambiente dotato di caratteristiche proprie: posizione, accessibilità, dotazioni, modalità di accesso, atmosfera, qualità dell’esperienza e capacità di inserirsi nel contesto urbano o territoriale.
In questa prospettiva, la qualità diventa un dato leggibile. Un Flexplace non è più soltanto “una stanza libera” o “una scrivania prenotabile”, ma uno spazio che può essere analizzato, confrontato e valorizzato. La tecnologia LEIB WQI permette infatti di costruire una valutazione più consapevole, utile sia agli Ospiti, che possono scegliere meglio dove lavorare, sia agli Host, che possono comprendere il potenziale del proprio spazio e individuare eventuali margini di miglioramento.
In questo modo l’APP non serve solo a chi cerca un luogo in cui lavorare. Serve anche a chi possiede uno spazio sottoutilizzato e vuole inserirlo nella rete. L’Host può candidare il proprio Flexplace, descriverlo, valutarne il potenziale e renderlo accessibile a una comunità più ampia. Lo spazio esistente, grazie a nuovi servizi e a una lettura più precisa della sua qualità, può assumere funzioni diverse, generare valore economico e contribuire al rilancio delle economie di vicinato.
L’APP costruisce inoltre una relazione più ampia con il territorio. Ogni Ospite dispone di un QR code personale, una sorta di identità digitale nell’ecosistema Ultraspazio, che permette di essere riconosciuto da Host e Partner di Quartiere e di accumulare punti fedeltà quando visita un Point of Interest. I POI sono luoghi fisici caratteristici di un borgo o di un quartiere: negozi, caffetterie, monumenti, spazi di sosta, servizi ed esperienze che raccontano l’identità locale e ampliano l’esperienza del lavoro oltre la sola postazione.
Anche l’assistenza diventa parte dell’esperienza. Prima, durante e dopo la prenotazione, l’utente può dialogare con Dorota, chattare con l’Host e aprire ticket per segnalare eventuali disservizi o malfunzionamenti. La piattaforma non si limita quindi a mettere in contatto domanda e offerta, ma accompagna l’intero ciclo di utilizzo dello spazio.
Con le nuove funzioni, Ultraspazio APP diventa la porta d’ingresso a una geografia del lavoro più flessibile e distribuita. Da un lato consente agli Ospiti di trovare e prenotare spazi in modo semplice; dall’altro permette agli Host di attivare luoghi sottoutilizzati, misurarne la qualità attraverso LEIB WQI e inserirli in una rete più ampia. In mezzo ci sono i quartieri, i borghi, le comunità locali, i servizi di prossimità.
È questa la forza dell’APP: trasformare un modello in esperienza quotidiana. Rendere accessibile una rete. Dare forma digitale a un’idea molto concreta: il lavoro può avvicinarsi alle persone, ai territori e ai luoghi che già esistono.
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