È una domanda che ci viene rivolta spesso: ma quanti coworking ha Ultraspazio?
La risposta più corretta è che Ultraspazio non è più soltanto un coworking. È una rete di luoghi di lavoro, incontro, progetto e relazione distribuiti su più aree geografiche. Alcuni sono coworking, altri sono sale riunioni, spazi per eventi, uffici temporanei, showroom, luoghi ibridi o presidi territoriali attivabili attraverso la piattaforma Ultraspazio.
Per questo il numero va letto con attenzione. Non racconta semplicemente quante sedi esistono in un determinato momento, ma descrive una geografia del lavoro flessibile, fatta di spazi che entrano nella rete, si trasformano, a volte escono temporaneamente e in alcuni casi rientrano, seguendo l’evoluzione delle esigenze degli Host e degli Ospiti.
Dal 2016 a oggi Ultraspazio ha costruito un portafoglio di quasi 100 Host. Nel tempo alcuni hanno ritirato la propria struttura perché gli spazi condivisi erano diventati necessari per lo svolgimento della loro attività principale. Altri non sono stati rinnovati perché non avevano riscontrato un interesse sufficiente da parte degli Ospiti. Altri ancora, dopo una sospensione temporanea, sono rientrati nella rete.
Ultraspazio è quindi un sistema vivo: un portafoglio di spazi che muta nel tempo in base alle disponibilità degli Host, alla domanda degli Ospiti, alla vocazione dei luoghi e alle opportunità dei territori.
Torino: il cuore della rete
La presenza più ampia e consolidata di Ultraspazio è a Torino.
Nel tempo la rete torinese si è articolata in diversi luoghi, ciascuno con una propria identità, posizione urbana e vocazione. Tra questi rientrano Ultraspazio Club, Brains, GTP, Po, Parco del Po, Porta Nuova, Tech, Studiofood33, On Studio, Area Solution, Be Mate, Carducci, Re Umberto, ulTRAspazio Architetti e Sacchi 40.
Torino è il laboratorio principale: la città in cui Ultraspazio ha sperimentato il proprio modello di coworking diffuso, trasformandolo progressivamente in una piattaforma di spazi flessibili.


Novara: Ultraspazio Pittino
Tra i presidi della rete va inserito anche Ultraspazio Pittino a Novara, nodo strategico lungo l’asse Torino–Milano.
La collaborazione con Pittino consente di estendere la presenza di Ultraspazio in un territorio intermedio, importante sia dal punto di vista geografico sia da quello professionale. Novara rappresenta una cerniera naturale tra Piemonte orientale, area milanese e sistema torinese.
Ultraspazio Pittino mette a disposizione uno spazio con vocazione espositiva e relazionale: uno showroom, una sala conferenze con capienza di circa 40 posti e una sala riunioni per incontri più raccolti, fino a 8 persone.
Milano: un territorio strategico
Milano rappresenta per Ultraspazio un territorio strategico per il lavoro professionale, l’innovazione, il real estate, il design, la consulenza e i servizi alle imprese.
La rete sta valutando nuove posizioni aperte su Milano, con l’obiettivo di rafforzare la presenza lungo l’asse Torino–Milano e adattare il modello Ultraspazio a un ecosistema metropolitano più ampio, competitivo e internazionale.


Biella: Ultraspazio MAILAB
La collaborazione con MAILAB introduce un nuovo punto di riferimento nell’area biellese.
MAILAB è uno spazio legato al mondo dell’interior design, dell’architettura, della formazione e degli eventi. Si trova a Biella, in un edificio che in passato ospitava una tipografia: un luogo con una memoria produttiva forte, oggi reinterpretato come spazio contemporaneo per incontri, corsi, presentazioni e attività professionali.
Con Ultraspazio MAILAB, la community può contare su un nuovo presidio territoriale. Lo spazio può ospitare eventi fino a 100 persone oppure configurarsi per riunioni più raccolte, con 8/10 partecipanti. La presenza di pareti vetrate mobili consente di modificare gli ambienti, rendendoli flessibili e adattabili.
Sardegna: Carloforte
Un altro territorio significativo è la Sardegna, con Ultraspazio EXMA a Carloforte, sull’isola di San Pietro.
Qui il modello assume una declinazione particolare: non solo coworking urbano, ma presidio in un contesto insulare, turistico e identitario. Il progetto lavora sul tema dei nomadi digitali, della destagionalizzazione e dell’attivazione di spazi esistenti in territori non metropolitani.


Londra: una presenza internazionale
Nella geografia di Ultraspazio rientra anche Londra, con le sedi di Soho e Holborn.
La presenza londinese racconta la dimensione internazionale della rete. Anche in questo caso, più che il singolo spazio, conta il principio: Ultraspazio si muove come piattaforma capace di connettere luoghi diversi, in città diverse, all’interno di una visione comune.
Quindi, quanti sono?
Se guardiamo alle sedi oggi attive e riconoscibili, Ultraspazio presenta una rete distribuita tra Torino, Novara, Biella, Sardegna e Londra, con Milano come territorio strategico in fase di sviluppo. La parte più consistente resta a Torino, dove si concentra il laboratorio originario del modello.
Ma il dato più interessante non è soltanto il numero degli spazi oggi disponibili. È il portafoglio costruito nel tempo: quasi 100 Host dal 2016 a oggi.
Questo significa che Ultraspazio non è una rete rigida. È un’infrastruttura leggera, capace di crescere, adattarsi, sospendere alcune collaborazioni, riattivarne altre, accogliere nuovi luoghi e accompagnare l’evoluzione degli spazi nel tempo.
Per questo la domanda “quanti coworking ha Ultraspazio?” apre una questione più ampia: come cambia il lavoro quando non dipende più da un solo indirizzo?
La risposta di Ultraspazio è costruire una geografia flessibile: una rete di luoghi in cui lavorare, incontrarsi, organizzare eventi, fare formazione, sviluppare progetti e generare nuove relazioni tra persone, imprese e territori.
Non un coworking. Una costellazione di spazi in movimento.

