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Ultraspazio APP: scegliere anche in base alla qualità

Nelle prime due puntate abbiamo raccontato Ultraspazio APP come porta di accesso alla rete e come strumento per cercare e prenotare il Flexplace più adatto alle esigenze della giornata. Con questa terza puntata facciamo un passo ulteriore: non soltanto capire dove c’è uno spazio disponibile, ma conoscere meglio la qualità del luogo nel quale scegliamo di lavorare.

Perché due scrivanie libere non sono necessariamente equivalenti. Possono cambiare la facilità con cui si raggiunge lo spazio, le modalità di accesso, le dotazioni disponibili, il comfort, l’atmosfera, la qualità dell’aria, il rumore o semplicemente il modo in cui quel luogo ci fa sentire durante una giornata di lavoro.

Puntata 3

La qualità diventa parte della scelta

Ultraspazio APP nasce con l’obiettivo di rendere progressivamente visibili queste differenze. Ogni Flexplace non viene infatti considerato soltanto come una superficie disponibile, ma come un ambiente con caratteristiche proprie, inserito all’interno di un edificio, di un quartiere e di un territorio.

Alla base di questa lettura c’è il Workplace Quality Index adottato da Ultraspazio: un sistema di valutazione che analizza i Flexplace attraverso indicatori riconducibili a cinque grandi ambiti — caratteristiche dell’area, modalità di accesso, certificazioni, dotazioni e atmosfera. Il modello consente così di costruire un profilo dello spazio che va oltre fotografie, dimensioni e prezzo, restituendo informazioni utili per comprenderne punti di forza e caratteristiche.

L’obiettivo non è stabilire in astratto quale sia il luogo migliore, ma aiutare ogni persona a individuare quello più adatto all’attività che deve svolgere. Un ambiente particolarmente silenzioso può essere ideale per alcune ore di concentrazione; una sala ben attrezzata tecnologicamente può essere preferibile per una riunione ibrida; uno spazio facilmente accessibile e inserito in un quartiere ricco di servizi può risultare più adatto a una giornata scandita da incontri e spostamenti.

La qualità, quindi, non è un attributo generico. Dipende dalla relazione tra lo spazio, ciò che dobbiamo fare e il modo in cui vogliamo organizzare il nostro tempo.

A questa prima lettura si aggiunge il tema del comfort ambientale. Nei Flexplace dotati dei sistemi di monitoraggio previsti dalla piattaforma, parametri come temperatura, umidità, qualità dell’aria, illuminazione e rumore possono essere rilevati e analizzati nel tempo. Elementi normalmente percepiti in modo soggettivo diventano così dati utili per conoscere meglio le condizioni dell’ambiente e contribuire al loro miglioramento.

Anche le recensioni degli Ospiti concorrono a completare questa fotografia. La qualità di uno spazio non deriva infatti soltanto dalle sue caratteristiche tecniche, ma anche dall’esperienza di chi lo utilizza. Misurazione e percezione diventano così due livelli complementari: da una parte i dati, dall’altra l’esperienza quotidiana.

È qui che Ultraspazio APP prova a introdurre un cambiamento culturale. Quando scegliamo un hotel, un ristorante o un mezzo di trasporto siamo ormai abituati a confrontare caratteristiche, servizi, recensioni e prestazioni. Perché il luogo nel quale trascorriamo diverse ore della nostra giornata lavorativa dovrebbe essere scelto soltanto sulla base della disponibilità o della distanza?

Rendere leggibile la qualità significa anche aumentare la consapevolezza di chi utilizza gli spazi e, allo stesso tempo, offrire agli Host uno strumento per capire dove intervenire. La valutazione non serve quindi soltanto a classificare, ma può diventare il punto di partenza per migliorare progressivamente dotazioni, comfort e servizi.

Ultraspazio APP prova così a trasformare una domanda molto semplice — “dove posso lavorare?” — in una domanda più completa: “dove posso lavorare bene, oggi, per quello che devo fare?”.

È un passaggio importante. Perché se il lavoro diventa più libero rispetto a un unico luogo, anche la capacità di scegliere consapevolmente quello spazio diventa parte della qualità del lavoro stesso.

Nella prossima puntata allargheremo ancora lo sguardo: dal Flexplace al territorio che lo circonda, per scoprire come Ultraspazio APP possa mettere in relazione il luogo di lavoro con servizi, attività e Points of Interest presenti nei quartieri, nei borghi e nelle città.

Il viaggio continua.