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La Metro 2 come progetto di città

Il 19 novembre a Ultraspazio una nuova Serata di Architettura racconta le future stazioni della Linea 2 di Torino: non semplici infrastrutture di trasporto, ma nuovi luoghi pubblici capaci di costruire un’identità per la città che cambia.

Una metropolitana non è soltanto un sistema per spostarsi più velocemente. È un’infrastruttura che attraversa la città, ne collega le parti, modifica abitudini e geografie quotidiane. E, soprattutto, può diventare architettura.

È da questa prospettiva che nasce la prossima Serata di Architettura, in programma giovedì 19 novembre alle ore 19.00 a Ultraspazio, in via San Francesco da Paola 17, nell’ambito del ciclo Scenari di città. Grandi progetti per il futuro di Torino. Al centro dell’incontro ci saranno le nuove stazioni della Linea 2 della metropolitana torinese, uno dei progetti destinati a incidere maggiormente sulla trasformazione della città nei prossimi anni.

Il progetto nasce dal concorso internazionale dedicato all’architettura, al design delle stazioni e all’identità visiva della Linea 2, promosso da Infra.To e dalla Città di Torino. Alla competizione hanno preso parte 26 gruppi di progettazione internazionali; la proposta vincitrice è quella del team guidato dallo studio olandese UNStudio, insieme a Settanta7, 3BA, Mijksenaar, Frigorosso e WSP.

Il concorso ha approfondito in particolare tre stazioni — Mole-Giardini Reali, Carlo Alberto e San Giovanni Bosco — trasformandole in casi esemplari di un sistema destinato a definire il linguaggio architettonico dell’intera linea. La proposta prende spunto da uno degli elementi più riconoscibili di Torino: il portico, reinterpretato attraverso una successione di cornici, archi e portali che costruiscono una relazione continua fra spazio sotterraneo e città in superficie.

Non si tratta quindi di progettare semplicemente degli accessi alla metropolitana. L’ambizione è quella di creare nuovi dispositivi urbani, luoghi di interscambio ma anche spazi pubblici riconoscibili, capaci di stabilire relazioni differenti con i quartieri e con le architetture che incontrano.

Emblematico è il caso della fermata Carlo Alberto, dove il progetto prevede un collegamento con l’ipogeo di Palazzo Carignano, realizzato oltre quarant’anni fa su progetto di Andrea Bruno e mai realmente utilizzato. Mobilità, patrimonio e cultura possono così sovrapporsi, trasformando una stazione in una nuova porta di accesso al centro storico.

Alla dimensione architettonica si affianca quella dell’identità. Il concorso ha infatti riguardato anche segnaletica, wayfinding e immagine coordinata, con l’obiettivo di costruire un linguaggio unitario e immediatamente riconoscibile per la nuova linea. Materiali durevoli e riciclabili, attenzione alla manutenzione, qualità acustica e sostenibilità completano una ricerca che prova a guardare all’infrastruttura lungo tutto il suo ciclo di vita.

A raccontare il progetto durante la serata saranno Raul Forsoni di UNS Amsterdam, Daniele Rangone di Settanta7 e Carla Pepe di Infra.To, mettendo a confronto lo sguardo dei progettisti con quello della committenza pubblica. L’incontro sarà moderato da Davide Derossi di In/Arch Piemonte e si concluderà con uno spazio aperto alle domande del pubblico.

È proprio questo confronto a rendere particolarmente interessante il progetto della Metro 2. Torino non sta semplicemente costruendo una nuova infrastruttura di trasporto: sta provando a interrogarsi su come un’infrastruttura possa diventare parte dell’identità della città.

Le stazioni diventano così luoghi di passaggio ma anche luoghi da abitare, riconoscere e ricordare. Architetture quotidiane attraversate da migliaia di persone e, proprio per questo, capaci forse più di molti edifici monumentali di raccontare la città del futuro.

La Serata di Architettura del 19 novembre sarà quindi un’occasione per osservare da vicino uno dei cantieri urbani più importanti dei prossimi anni e per discutere di una questione più ampia: quale ruolo può avere oggi l’architettura nella costruzione delle grandi infrastrutture pubbliche?

L’incontro è organizzato da CultLab di Alice Artioli, a cura di In/Arch Piemonte, con il contributo, tra gli altri, di Ultraspazio. La partecipazione è gratuita previa prenotazione e sono riconosciuti 2 CFP agli architetti.