È in questo scenario che si inserisce Flexplace Alliance, con l’obiettivo di costruire una rete territoriale di luoghi e servizi capace di ridurre tempi e costi di spostamento e, allo stesso tempo, allargare l’accesso a opportunità professionali e relazionali. Non è un’idea nata dal nulla: è l’adattamento in città dell’impostazione sviluppata con MountAIn Desk – MAID, nell’ambito di NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile, pensata per attivare ecosistemi di lavoro e servizi in territori fragili e qui riproposta in chiave urbana, con una logica di prossimità e continuità tra quartiere e quotidianità.
Alla mostra si aggiunge un tassello importante: Flexplace Alliance è stata selezionata ed è entrata ufficialmente nel programma del Festival del New European Bauhaus 2026 come Satellite Event. Non è solo “una bella notizia”: è un riconoscimento che posiziona il lavoro fatto a Torino dentro una cornice europea che mette insieme qualità del progetto, sostenibilità e inclusione.
Nel mese di giugno 2026 inaugurerà quindi la mostra “Flexplace Alliance” come restituzione pubblica di un lavoro che nel primo semestre 2026 punta a mappare, selezionare e consolidare una prima rete attiva. La mostra servirà a rendere visibile ciò che spesso resta disperso: le connessioni. Da una parte la mappa dei Flexplace, cioè luoghi esistenti attivati per lavorare in rete, con requisiti chiari su fruibilità, connettività, comfort e accessibilità. Dall’altra la costellazione dei Points of Interest (POI), ovvero quei servizi che completano davvero l’esperienza: mobilità, ristorazione, esercizi di quartiere, cultura, benessere. In mezzo, schede sintetiche e comparabili che permettono di capire “a colpo d’occhio” accessibilità, servizi disponibili e condizioni d’uso, senza dover ricostruire tutto ogni volta da zero.
Una parte importante sarà dedicata al metodo: criteri, workflow, governance, requisiti, passaggi di validazione. Perché la differenza, in progetti di questo tipo, non la fa il racconto — la fa la struttura. E ci sarà anche una sezione “prima/dopo” costruita su casi pilota: micro-interventi, scelte gestionali, orari, regole di accesso, tariffe e prime evidenze di utilizzo, con lezioni apprese. Il punto, insomma, non è “aggiungere un nuovo luogo”, ma passare da singole location a un ecosistema interconnesso, dove lavoro e vita quotidiana si integrano a vicenda.
L’evento, però, non è pensato solo come mostra. È anche un dispositivo di attivazione: un momento operativo, in cui l’allestimento diventa piattaforma e pretesto per far incontrare soggetti diversi. Sono previsti talk e tavole rotonde su lavoro flessibile e benessere, economia di prossimità, rigenerazione leggera e attivazione degli spazi al piano strada, con testimonianze “dal campo” di gestori e utilizzatori. E soprattutto ci sarà una parte di ingaggio strutturata: uno sportello informativo e sessioni di orientamento per proprietari e gestori interessati ad aderire, sopralluoghi guidati e micro-itinerari tra Flexplace e POI per sperimentare dal vivo la continuità tra lavoro, servizi e quartiere. Durante l’evento verrà raccolto feedback attraverso questionari e incontri brevi, e la chiusura porterà una roadmap operativa per il secondo semestre 2026.

