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La montagna come spazio aperto: MAID a VOICES 2026

L’appuntamento fa parte della terza edizione di VOICES, ciclo di incontri rivolto ai professionisti dell’abitare e organizzato dall’associazione Art.ur insieme agli architetti Dario Castellino e Alice Lusso, con la curatela e moderazione di Maria Chiara Voci e Carlotta Rocci. Il tema dell’edizione, “Oltre il limite”, invita a guardare alla montagna non come margine, ma come luogo di relazione, innovazione e possibilità.

Il pomeriggio del 15 maggio sarà dedicato alla montagna come spazio aperto, capace di accogliere nuove forme di vita, lavoro e sperimentazione. Dopo gli interventi di Roberto Colombero, Presidente UNCEM Piemonte, e Gianluca Cepollaro, Vicedirettore della Trentino School of Management, il programma prevede un dialogo con Francesca Molteni ed Elisa Podda, seguito dal racconto di esperienze concrete, tra cui quelle di Sergio Olivero, Ezio Gaude e Adriano Oggiano.

In questo quadro, MAID rappresenta un contributo coerente e operativo. Il progetto nasce per sperimentare nelle comunità montane una rete di flexplace: luoghi di lavoro e relazione capaci di connettere spazi esistenti, servizi locali, tecnologie digitali e nuove forme di mobilità lavorativa.

L’obiettivo non è semplicemente portare postazioni di lavoro in quota, ma costruire una piccola infrastruttura territoriale: spazi adeguati, connessioni, sistemi di prenotazione, servizi di prossimità e strumenti di monitoraggio. Il flexplace diventa così un presidio leggero, capace di collegare residenti, lavoratori da remoto, turisti e imprese locali.

MAID interpreta il lavoro ibrido come leva di rigenerazione. La montagna non viene letta solo attraverso fragilità, distanza o spopolamento, ma come laboratorio per ripensare il rapporto tra lavoro, territorio e qualità della vita. Anche la sostenibilità viene affrontata in modo concreto, attraverso la misurazione della qualità degli spazi e degli impatti generati sulle comunità.

La partecipazione di Ultraspazio a VOICES consente quindi di portare nel dibattito sull’architettura alpina un tema decisivo: il progetto dei servizi, cioè l’insieme delle condizioni quotidiane che rendono possibile abitare, lavorare e restare nei territori montani.

“Montagna come spazio aperto” diventa allora una formula densa di significato. Aperto perché non chiuso nella nostalgia. Aperto perché capace di accogliere nuovi abitanti temporanei e permanenti. Aperto perché disponibile alla sperimentazione. Aperto, soprattutto, perché la montagna può diventare un campo di progetto dove architettura, digitale, comunità e impresa collaborano per costruire nuove forme di abitabilità.

L’esperienza di MAID dimostra che le terre alte possono essere pensate come luoghi contemporanei, non come eccezioni romantiche al modello urbano. Possono offrire spazi di lavoro, qualità ambientale, prossimità, relazioni e nuove economie. Ma perché questo accada occorre superare l’idea della montagna come luogo distante e iniziare a considerarla come una piattaforma territoriale viva, connessa e misurabile.

Il convegno del 15 maggio sarà dunque un’occasione per discutere non solo di architettura alpina, ma anche di nuovi modelli di sviluppo. MAID porterà a VOICES una visione operativa: leggere i territori, riconoscere le risorse esistenti, attivare spazi sottoutilizzati, costruire reti di servizi e usare il digitale come strumento abilitante. Non per sostituire la dimensione umana dei luoghi, ma per rafforzarla.

In fondo, il futuro della montagna passa anche da qui: dalla capacità di trasformare il lavoro in una nuova forma di presidio, la tecnologia in uno strumento di cura e gli spazi esistenti in infrastrutture leggere per abitare meglio.