Otto anni dopo la prima adesione al progetto di coworking diffuso, lo spazio di San Salvario inaugura una nuova fase: un ufficio esclusivo, accessibile 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Ci sono luoghi che non si limitano a ospitare il lavoro, ma ne raccontano l’evoluzione. Sala Tabacchi è uno di questi.
Nel 2018 fu il primo ufficio ad aderire al progetto di coworking diffuso lanciato da Ultraspazio: un’intuizione che metteva in discussione l’idea del coworking come singolo edificio, proponendo al suo posto una rete di luoghi distribuiti nella città, diversi per dimensioni e carattere ma connessi da una visione comune.
A distanza di otto anni, Sala Tabacchi rientra nella rete Ultraspazio. Non si tratta soltanto del ritorno di una sede storica, ma dell’avvio di una formula nuova, pensata per rispondere a esigenze professionali sempre più orientate alla riservatezza, all’autonomia e alla libertà nell’organizzazione del tempo.
Da ex tabaccheria a spazio per il lavoro
Sala Tabacchi si trova in via Belfiore 36, nel quartiere San Salvario. Ricavata all’interno di un’ex tabaccheria e trasformata da Studioata in uno “spazio connessioni”, conserva il carattere riconoscibile dei piccoli locali urbani capaci di cambiare funzione senza perdere la propria identità.
Con una superficie di circa 36 metri quadrati, negli anni è stata utilizzata in configurazioni differenti: sala riunioni, spazio per conferenze e workshop, luogo per attività formative, esposizioni e temporary shop. Una versatilità che ne ha fatto un esempio concreto di rigenerazione leggera: non una grande trasformazione immobiliare, ma il riuso intelligente di uno spazio esistente, inserito nella vita quotidiana del quartiere.
Questa storia entra ora in una fase diversa.
Una nuova formula: ufficio esclusivo h24
Sala Tabacchi rientra nella rete Ultraspazio come spazio ad uso ufficio esclusivo, con accesso autonomo 24 ore su 24 e sette giorni su sette.
La nuova configurazione è rivolta a professionisti, imprese e piccoli team che desiderano disporre di un ambiente riservato e riconoscibile, senza rinunciare alla flessibilità che caratterizza il modello Ultraspazio.
Non più, quindi, uno spazio da utilizzare soltanto per una riunione o per una giornata, ma un vero luogo di lavoro: indipendente nei tempi e nell’uso, adatto a essere personalizzato e vissuto con continuità.
L’accesso h24 consente di organizzare liberamente le giornate, superando gli orari convenzionali degli uffici condivisi. L’uso esclusivo garantisce riservatezza, concentrazione e identità aziendale. L’appartenenza alla rete Ultraspazio mantiene però lo spazio collegato a un ecosistema più ampio di sedi, professionalità, servizi e opportunità di relazione.
Un ritorno che guarda avanti
Il ritorno di Sala Tabacchi ha anche un valore simbolico. Quello che nel 2018 rappresentava una prima sperimentazione del coworking diffuso è oggi una risposta concreta alla trasformazione del lavoro.
In questi anni Ultraspazio ha sviluppato una rete di luoghi differenti, recuperando uffici e ambienti sottoutilizzati e avvicinando il lavoro alle persone e ai quartieri. Il principio è rimasto lo stesso: la flessibilità non deriva soltanto dalla possibilità di cambiare scrivania, ma dalla capacità di offrire lo spazio più adatto a ciascun progetto e a ciascuna fase professionale.
Il coworking diffuso non significa, infatti, rendere tutti gli spazi uguali. Significa riconoscere il valore delle loro differenze e metterle a sistema. Una sede può essere condivisa e aperta alla community; un’altra può diventare un ufficio riservato. Ciò che le unisce è la possibilità di adattarsi nel tempo.
Sala Tabacchi torna così al punto da cui era partita, ma con una consapevolezza nuova. Da primo tassello della rete a ufficio esclusivo di prossimità, continua a rappresentare l’idea che sta alla base di Ultraspazio: trasformare luoghi esistenti in spazi capaci di accompagnare il cambiamento del lavoro.
Otto anni dopo, la storia ricomincia. Con una porta riservata, maggiore autonomia e la libertà di entrare a qualsiasi ora.

