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TomTom: una lunga rotta insieme

Ci sono aziende che attraversano uno spazio per qualche mese e altre che, nel tempo, finiscono per diventarne abitanti. TomTom appartiene decisamente alla seconda categoria.

La storia tra TomTom e Ultraspazio comincia nel 2017, quando la società olandese sceglie Torino e trova casa negli spazi di Ultraspazio San Paolo, in via Spalato. Da allora sono trascorsi quasi dieci anni: cambiano i modi di lavorare, cambiano gli uffici, evolve la tecnologia, ma quella relazione continua.

E forse non è un caso che a condividere con noi questo percorso sia proprio un’azienda che ha fatto del movimento e dell’orientamento la propria ragione d’essere.

Nata nei Paesi Bassi nel 1991 e con quartier generale ad Amsterdam, TomTom è cresciuta insieme alla rivoluzione della navigazione digitale. Per molti il suo nome rimane legato ai navigatori satellitari che, nei primi anni Duemila, hanno cambiato il nostro modo di viaggiare. Ma quella è soltanto una parte della storia.

Oggi TomTom si definisce prima di tutto una location technology company: un’azienda tecnologica che raccoglie e interpreta enormi quantità di dati per costruire mappe digitali, sistemi di navigazione, informazioni sul traffico in tempo reale, API e strumenti destinati all’industria automobilistica, alle imprese e agli sviluppatori. La società conta circa 3.300 persone nel mondo e continua ad avere la propria sede centrale ad Amsterdam.

La cartografia, del resto, è da sempre un modo per interpretare il cambiamento. TomTom ha progressivamente spostato il proprio baricentro dal navigatore come oggetto alla mappa come infrastruttura digitale: una piattaforma continuamente aggiornata sulla quale possono costruirsi nuovi servizi, dalla mobilità urbana all’automotive, fino alle smart city. Con TomTom Orbis Maps l’azienda ha ulteriormente sviluppato questo approccio, integrando fonti diverse e tecnologie sempre più aperte e interoperabili.

Anche la storia torinese di TomTom racconta, in piccolo, una trasformazione.

Per i primi anni il suo punto di riferimento è stato Ultraspazio San Paolo, in via Spalato. Un luogo che ha accompagnato una lunga fase della presenza dell’azienda a Torino e che, giorno dopo giorno, è diventato molto più di un semplice indirizzo.

Poi, nel 2023, una nuova tappa della rotta: TomTom si trasferisce a Ultraspazio Brains, in via Valfrè 16, nel centro di Torino.

Non un’interruzione, dunque, ma un’evoluzione.

Ed è probabilmente questo l’aspetto che ci interessa di più raccontare. Quando parliamo di coworking e flexplace siamo abituati a pensare soprattutto alla flessibilità: poter entrare, crescere, ridimensionarsi, cambiare configurazione. Ma la flessibilità ha valore soprattutto quando riesce a produrre continuità.

TomTom è con Ultraspazio dal 2017, attraversando due sedi e fasi differenti della propria organizzazione. Il contenitore è cambiato; la relazione è rimasta.

È una storia che racconta bene ciò che immaginiamo quando utilizziamo la parola abitare. Abitare Ultraspazio non significa semplicemente occupare una scrivania o un ufficio. Significa poter modificare nel tempo il proprio modo di utilizzare lo spazio senza essere costretti ogni volta a ripartire da zero. Significa trovare un luogo capace di seguire l’evoluzione di un gruppo di lavoro.

E in fondo proprio TomTom ci insegna che una buona mappa non serve soltanto a dirci dove siamo. Serve soprattutto a permetterci di continuare il viaggio.